25 settembre 2017

Il super livello della criminalità in Calabria

Mi tornano ancora in mente i servizi di Iacona in Calabria, quando con la serie Viva l'Italia girava il sud o quando in “Pane e politica” spiegava in prima serata Rai, cosa fosse la politica, in che modo si eleggevano sindaci, in che modo si raccoglievano i voti. Come vengono occupate tutte le poltrone nelle società partecipate, nelle Asl, seguendo la tessera giusta e non il merito.
La politica che risponde solo a sé stessa, che si autoalimenta e fagocita tutte le risorse pubbliche sperperate in arricchimenti personali.
E poi la ndrangheta: un'immagine che mi aveva colpito era quella del procuratore Gratteri intervistato a Locri in una piazza vuota, alle spalle un'auto della polizia. Ne hanno mandato una nuova, solo perché c'era la televisione, l'amaro commento del pm antimafia.
Che più e più volte ha chiesto alla politica di fare qualcosa, portando il suo contributo per una serie di riforme che aiutassero il contrasto alle ndrine: erano gli anni dell'omicidio Fortugno (il vicepresidente della regione, vittima di giochi politici), della strage di Duisburg (un errore della ndrangheta, perché ha riacceso i riflettori dei media e della politica), dell'indulto.

La ndrangheta e la cattiva politica, quella locale che si alimenta dei voti portati dalla criminalità e anche quella nazionale, che sui pacchetti di voti locali basa le sue liste, viaggiano a braccetto.
Non ci sarebbe l'una senza l'altra: se le regioni del sud sono così staccate da quelle del nord per disoccupazione, pil, livello dei servizi (dagli ospedali fino al servizio idrico) è perché ancora oggi non si è fatta alcuna pulizia all'interno dei partiti.
E perché ancora oggi si fa fatica a fare quelle leggi a contrasto (vero) della criminalità: verrà forse approvata il nuovo codice antimafia ma verrà subito annacquata la norma sul sequestro dei beni (che tra l'altro lo Stato non è nemmeno in grado di gestire, come raccontato sempre da Presa diretta).
Il codice penale è ancora infarcito di cavilli, di possibilità di patteggiamento (che fa comodo solo a chi compie il reato e non allo Stato), è rimasta la prescrizione che uccide i processi che devono essere celebrati.
Gratteri (mancato ministro del governo Renzi, per colpa del presidente Napolitano) ha provato a proporre ai vari governi le sue idee, che al momento sono rimaste lettera morta
Abbiamo cercato di far funzionare il codice di procedura penale perché il motivo principale per cui i reati si prescrivono è che i processi non si celebrano per cose banali, apparentemente irrilevanti.Per esempio quando uno dei tre componenti del collegio cambia, il processo ricomincia da capo. E intanto i mesi passano e il reato si prescrive. Ogni giorno in Italia ci sono 44mila uomini della polizia penitenziaria, 10mila diquesti ogni mattina sono in giro per l’Italia perché devono portare l’imputato o il testimone di giustizia in aula a testimoniare. Tutto questo costa 70 milioni di euro l’anno. Soldi con cui potremmo assumere –prosegue Gratteri cancellieri, segretari, uomini della polizia penitenziaria. Questo è un solo articolo della riforma, passato alla Camera e fermo al Senato”

Ma cosa è la ndrangheta? Quanto è forte la sua presenza sul territorio, nell'economia (in Calabria ma anche nelle altre regioni del nord)?
Durante la puntata “ndranghetisti”, il comandante Reda della GDF spiegava che “la Calabria è l'ultima regione d'Europa.. la Calabria è povera ma i boss sono ricchi”.
Boss ricchi che magari vivono in case senza intonaco (come nel film di Munzi "Anime nere") o che si trincerano in bunker.
La ndrangheta non è solo Calabria: è entrata nei mega appalti di Expo, nelle opere per l'alta velocità.
Recentemente si è concluso un processo sulle ndrine in provincia di Mantova, con la condanna del boss Grande Aracri.
La linea della Palma di cui parlava Sciascia a superato (e da un bel pezzo) le rive del Po, ha attecchito saldamente nelle regioni del nord, a Milano, a Torino in Liguria.
In Brianza è già finito nel dimenticatoio lo choc dell'inchiesta Infinito, con la misera fine dell'impresa “Perego strade”.
Gli uomini della ndrangheta sono qui, in questo tessuto dove hanno trovato terreno fertile, negli imprenditori che non denunciano le minacce e le estorsioni. Nella politica locale (vi ricordate ancora il consigliere regionale Zambetti?). Aveva perfino aperto una sua banca a Seveso.
La ndrangheta come portatrice si servizi, in concorrenza con lo Stato: che siano soldi, voti, smaltimento rifiuti, costruzioni, logistica, recupero crediti.
Per combattere la ndrangheta la prima cosa che serve e prendere consapevolezza del fenomeno.
E capire come si muove, con chi cerca contatti e in che modo, a quale livello riesce accedere dentro le stanze del potere.

L'inchiesta di questa sera di Presa diretta ci fa fare un salto in avanti nella conoscenza delle ndrine e dei boss, ci porterà a conoscenza di un livello superiore, La Santa: una specie di camera di compensazione dove si incontrano boss, massoni, uomini della finanza.
“Tra i nominativi degli iscritti alle logge massoniche della Calabria e della Sicilia, ci sono alcuni condannati per 416 bis” - racconta Rosy Bindi presidente della commissione antimafia alla giornalista Raffaella Pusceddu. Mafiosi e massoni dentro loggie ufficiali.

Dentro queste stanze del potere criminale si decide la politica criminale su appalti, voti, partiti e lista da supportare.
Tutto questo mentre a Roma, in Parlamento, si fa ancora fatica a parlare di mafia, di confisca ai beni dei mafiosi e di quella zona grigia che li supporta, di prescrizione e di voto si scambio.

Con l’inchiesta I MAMMASANTISSIMA, PresaDiretta torna sul terreno della lotta alla criminalità organizzata. Una vera e propria spy story, nella quale si intrecciano la politica, la ‘ndrangheta e la massoneria.Sulla ‘ndrangheta si è detto e visto molto, sappiamo della sua pervasiva capacità di infiltrarsi nelle istituzioni e negli appalti, di lucrare sulla spesa pubblica, di gestire il traffico internazionale di droga, conosciamo la sua abilità nel cambiare pelle e il suo fiuto per gli affari.L’inchiesta di PresaDiretta prova a fare un passo avanti, entra nelle stanze segrete del potere politico criminale per raccontare chi sono quelli che le abitano, i Mammasantissima.A PresaDiretta, il racconto del livello segreto, il supervertice criminale, in cui si sono fusi ‘ndrangheta, massoneria deviata e politica, all’interno del quale si decide tutto: strategie economiche e politiche a livello nazionale.Un’inchiesta ricca di rivelazioni, intercettazioni, testimonianze di pentiti e di latitanti.Ma in Calabria c’è anche chi resiste. C’è una parte della società civile che combatte con il cuore e con la testa per cambiare le cose e una parte dello Stato che ha messo nel mirino i Mammasantissima.In questa eccezionale puntata di PresaDiretta alcuni dei testimoni più importanti dell’impegno dello Stato nella lotta contro la criminalità organizzata come la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi e Giuseppe Lombardo, Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, che da anni indaga il livello più evoluto della criminalità e conosce i territori segreti dell’Anti Stato.In Studio, ospite di Riccardo Iacona, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, uno dei magistrati più noti e in prima linea nella battaglia contro la ‘ndrangheta.I MAMMASANTISSIMA”, è un racconto di Riccardo Iacona con Danilo Procaccianti, Raffaella Pusceddu, Fabrizio Lazzaretti, Elisabetta Camilleri, Raffaella Notariale, Massimiliano Torchia

24 settembre 2017

Il costo dell'essere giornalista giornalista - l'articolo di Siani sulla cattura di Gionta

Uno può scegliere di fare il giornalista impiegato e aspettare le notizie che gli arrivano oppure fare il giornalista giornalista, uno che le notizie se le cerca, fa gli scoop.



Giancarlo Siani era un giornalista della seconda categoria: lui la Camorra la voleva combattere usando gli strumenti del suo mestiere.
Prendere le notizie, cercare di mettere assieme i fatti, per rendere i lettori del giornali cittadini consapevoli.
Consapevoli dei soldi per la ricostruzione per il terremoto, 22 miliardi di lire, che erano spariti dopo l'assegnazione degli appalti, da parte del comune di Torre, con gare poco trasparenti.
Consapevoli delle guerre interne alle famiglie della Camorra, i Gionta di Torre Annunziata e i Bardellino Alfieri.
Dopo l'arresto di Valentino Gionta, a Marano, territorio dei Nuvoletta, scrisse questo articolo (preso dal sito de Il Mattino), in cui raccontava dell'ipotesi che la cattura di Gionta fosse stata aiutata da una soffiata dei Nuvoletta stessi, per raggiungere una pace nella guerra tra le famiglie.
Per questo articolo, scritto il 10 giugno 1985, Giancarlo è morto:

Ecco l'articolo pubblicato da "Il Mattino" del 10 giugno 1985 da Giancarlo Siani.


Potrebbe cambiare la geografia della camorra dopo l'arresto del super latitante Valentino Gionta. Già da tempo, negli ambienti della mala organizzata e nello stesso clan dei Valentini di Torre Annunziata si temeva che il boss venisse «scaricato», ucciso o arrestato.


Il boss della Nuova famiglia che era riuscito a creare un vero e proprio impero della camorra nell'area vesuviana, è stato trasferito al carcere di Poggioreale subito dopo la cattura a Marano l'altro pomeriggio. Verrà interrogato da più magistrati in relazione ai diversi ordini e mandati di cattura che ha accumulato in questi anni. I maggiori interrogativi dovranno essere chiariti, però, dal giudice Guglielmo Palmeri, che si sta occupando dei retroscena della strage di Sant’Alessandro.


Dopo il 26 agosto dell'anno scorso il boss di Torre Annunziata era diventato un personaggio scomodo. La sua cattura potrebbe essere il prezzo pagato dagli stessi Nuvoletta per mettere fine alla guerra con l’altro clan di «Nuova famiglia», i Bardellino. I carabinieri erano da tempo sulle tracce del super latitante che proprio nella zona di Marano, area d’influenza dei Nuvoletta, aveva creduto di trovare rifugio. Ma il boss di Torre Annunziata, negli ultimi anni, aveva voluto «strafare».


La sua ascesa tra il 1981 e il 1982: gli anni della lotta con la «Nuova camorra organizzata» di Raffaele Cutolo. L’11 settembre 1981 a Torre Annunziata vengono eliminati gli ultimi due capizona di Cutolo nell'area vesuviana, Salvatore Montella e Carlo Umberto Cirillo. Da boss indiscusso del contrabbando di sigarette (un affare di miliardi e con la possibilità di avere a disposizione un elevato numero di gregari) Gionta riesce a conquistare il controllo del mercato ittico.


Con una cooperativa, la Do. Gi. pesca (figura la moglie Gemma Donnarumma), mette le mani su interessi di miliardi. È la prima pietra della vera e propria holding che riuscirà a ingrandire negli anni successivi. Come «ambulante ittico», con questa qualifica è iscritto alla Camera di Commercio dal ‘68, fa diversi viaggi in Sicilia dove stabilisce contatti con la mafia. Per chi può disporre di alcune navi per il contrabbando di sigarette (una viene sequestrata a giugno al largo della Grecia, un'altra nelle acque di Capri) non è difficile controllare anche il mercato della droga.


È proprio il traffico dell'eroina uno degli elementi di conflitto con gli altri clan in particolare con gli uomini di Bardellino che a Torre Annunziata avevano conquistato una fetta del mercato. I due ultimatum lanciati da Gionta (il secondo scadeva proprio il 26 agosto) sono alcuni dei motivi che hanno scatenato la strage. Ma il clan dei Valentini tenta di allargarsi anche in altre zone. Il 20 maggio a Torre Annunziata viene ucciso Leopoldo Del Gaudio, boss di Ponte Persica, controllava il mercato dei fiori di Pompei. A luglio Gionta acquista camion e attrezzature per rimettere in piedi anche il mercato della carne. Un settore controllato dal clan degli Alfieri di Boscoreale, legato a Bardellino.


Troppi elementi di contrasto con i rivali che decidono di coalizzarsi per stroncare definitivamente il boss di Torre Annunziata. E tra i 54 mandati di cattura emessi dal Tribunale di Napoli il 3 novembre dell'anno scorso ci sono anche i nomi di Carmine Alfieri e Antonio Bardellino. Con la strage l'attacco è decisivo e mirato a distruggere l’intero clan. Torre Annunziata diventa una zona che scotta. Gionta Valentino un personaggio scomodo anche per gli stessi alleati. Un’ipotesi sulla quale stanno indagando gli inquirenti e che potrebbe segnare una svolta anche nelle alleanze della «Nuova famiglia». Un accordo tra Bardellino e Nuvoletta avrebbe avuto come prezzo proprio l’eliminazione del boss di Torre Annunziata e una nuova distribuzione dei grossi interessi economici dell’area vesuviana. Con la cattura di Valentino Gionta salgono a ventotto i presunti camorristi del clan arrestati da carabinieri e polizia dopo la strage.


Ancora latitanti il fratello del boss, Ernesto Gionta, e il suocero, Pasquale Donnarumma.

Media e potere

Mentre facevo colazione seguivo la puntata di Omnibus domenicale, che seguiva due filoni: le elezioni in Germania e la kermesse del Movimento 5 Stelle a Rimini.
In Germania sono preoccupati per un probabile governo a 5 stelle – commentavano gli ospiti, dopo l'elezione di Di Maio come candidato alle prossime elezioni.
Il rassicurante di Maio che deve parlare ai suoi elettori, a quelli degli altri partiti, ai mercati.
E alla Germania che oggi eleggerà frau Merkel per la quarta volta come cancelliera.

Ma cosa ne sanno i tedeschi del m5s? Petra Reski, scrittrice e giornalista tedesca, spiegava come spesso i giornali tedeschi abbiano fatto copia e incolla delle notizie provenienti dai giornali italiani.
Non certo teneri (e spesso nemmeno obiettivi) nei confronti del movimento.

Non so come funzioni in Germania, quale sia lo stato di salute del giornalismo: di certo quello italiano ha molte pecche.
Per esempio l'assenza di editori puri, il legame tra giornali e partiti, la proliferazione di giornalisti impiegati e pochi giornalisti-giornalisti.
Prendo a prestito la definizione di vero giornalismo di inchiesta dal film “Fortapasc” che Marco Risi ha dedicato a Giancarlo Siani (il giornalista de Il Mattino ucciso dalla Camorra il 23 settembre 1985).
Ci sono, in questo paese, tanti giornalisti che non cercano le notizie, ma si accontentano di quelle che il politico, la segreteria del partito, l'ufficio stampa dell'azienda, portano loro.
Forse una volta c'era una certa separazione dei ruoli: oggi ci sono gli sms e le telefonate al giornalista o al direttore (da Servizio Pubblico ai tempi di Berlusconi, ai giornali sponsor di Expo, fino alle veline di FilippoSensi).

Dall'altra parte un movimento che ha scelto uno scontro frontale col mondo del giornalismo, preferendo altri canali di comunicazione, che però non garantiscono una informazione obiettiva.

In una democrazia sana un'informazione libera, capace di essere indipendente, è necessaria: un'informazione che racconta della Germania oltre i miti e le leggende (la leggenda della merkelandia, per esempio, dove le disuguaglianze stanno aumentando - scrive Gunter Wallraff).
Un'informazione che ci racconti la campagna elettorale non fermandosi agli slogan commerciali (il milione di posti di lavoro, l'Italia agli italiani, ..).



Il problema è che, come raccontava il film di Risi, cercare le notizie è una rottura e cazz..

Dire alla gente cose scomode, non quello che le persone vogliono sentirsi, non riportare le notizie che confermano le teorie del politico di turno.
"Questo non è un paese per giornalisti ...."

22 settembre 2017

Destra e sinistra e mafia capitale

La lite tra l'ex sindaco Alemanno e la giornalista Rai Federica Sciarelli dopo la fiction su mafia capitale.



In fondo ha in parte ragione Alemanno: per gente come Carminati e Buzzi, non esistono destra o sinistra.

Per gente come loro, spregiudicata, fuori dalla regole, capaci di minacciare e ricattare, con amicizie importanti, la politica è solo una mucca da mungere, anzi, una lupa da mungere.
Il volersi mostrare come un vecchio fascista secondo me è solo una finzione, una maschera per nascondere la vera natura.
Certo, poi con calma Alemanno spiegherà con che criteri ha scelti gli ex camerati nei ruoli dirigenziali in Campidoglio.

Senso comune (cercasi)

Dalle parti di Rai3 deve esserci qualcosa che convince a cambiare aria. Una zanzara (tipo le punture della Chikungunya), o una fattura (tipo quelle emesse da Fabio Fazio). Anche il gazebo di Zoro si è squagliato, come Fazio, come Floris, come Giannini, come Semprini… La ex rete de sinistra appare confusa e spopolata, come la sinistra medesima. Deve essere dura essere gli ex di qualcosa che non c’è più. Forse per evitare altre defezioni illustri si è buttata su Senso comune (lunedì-venerdì, 20.15), dove le notizie del giorno sono commentate dalla famosa gente (naturalmente, comune). L’Uomo della Strada, gemello diverso della Casalinga di Voghera, è un’antica divinità cui l’informazione ricorre quando è alla canna del gas.Nanni Delbecchi - Fatto Quotidiano del 22-09

su Rai3, ogni sera, si passa dallo yin allo yang, dal giorno alla notte.
Dalla satira cruda del belpaese, che ogni giorno si espone al ridicolo in televisione, allo scimmiottamento della realtà da parte del famoso "uomo della strada".
Sto parlando di Blob che, circa alle 20.30, lascia il posto al reality "Senso comune" (format di "Stand by me", società fondata da Simona Ercolani): cosa ne pensa l'uomo comune del caso Consip, della crisi tra USA e Corea, degli immigrati?
L'idea, ormai ampiamente inflazionata anche nei talk, è quella di tastare il polso dell'uomo comune sui grandi temi: di solito si segue questa tecnica con l'obiettivo di rinforzare tesi pre costituite (vedi Belpietro e i suoi collegamenti).
Come dire: combattiamo il populismo e la proliferazione delle fake con altrettanto populismo e bufale.
Peggio ancora: fossero almeno gente da strada vera, i personaggi costruiti e preparari a "Senso comune". Come in un reality, hanno scelto bene il cast in RAI: lo chef, i pizzaioli napoletani, le signore anziane con la passione della danza.

21 settembre 2017

Chi ha bisogno di te di Elisabetta Bucciarelli


Per cominciare, due poesie (è sempre tempo per leggere una poesia)

Mi piace pensare 
che lo abbiamo solo nascosto 
il nostro amore, 
messo nella terra come un seme, 
e forse altri lo vedranno spuntare; 
è bellissimo un amore 
che sopravvive ai suoi amanti. 
Franco Arminio - 

Per ogni amore che muore 
bisogna piantare dei semi 
di cicoria, di girasole, di viola, 
nel primo vaso libero 
nel primo angolo di terra.
Non ha un senso non serve a nulla 
se non a tenere un po’ di bellezza 
nel mondo, di quella bellezza 
senza sintomo, indolore.
Mentre nella pelle rimangono 
impronte, sapori, odori. 
Anna Toscano (Treviso, 1970) da Doso la polvere (La Vita Felice, 2012)

Messa temporaneamente da parte l'ispettrice Dolores Vergani, Elisabetta Bucciarelli prosegue nel suo racconto sui sentimenti e sui rapporti tra le persone.
Ne La resistenza del maschioparlava dell'uomo che fugge (dalle relazioni, da un rapporto maturo), uomini i cui stereotipi (più o meno reali) erano raccolti ne “L'uomo nero”.
Tutti romanzi raccontati da un punto di vista femminile: succede lo stesso in “Chi ha bisogno di te”, un racconto su un'educazione sentimentale di una ragazza diciassettenne, Meri.
Perdere la testa 
Vorrei innamorarmi. Perdere la testa. Dicono che si smetta di dormire, che passi l'appetito. Si dimagrisce senza nemmeno accorgersi ..

Il romanzo che vi troverete a sfogliare è la storia di una educazione sentimentale, Meri, un'adolescente “anomala”: anomala perché non è una ribelle, non veste in modo stravagante anzi, va bene a scuola e fa pure sport in una squadra di pallamano.
Anomala è anche la forma scelta dall'autrice : seguiremo la vita di Meri, a casa, a scuola, con l'amica Sara, attraverso i suoi pensieri, pochissime le parole, rari i dialoghi.

Poche le parole con la madre, che nel libro si chiama Mamma, con cui spesso comunica solo attraverso i testi delle canzoni dei suoi gruppi preferiti, come i Queen.
Tie your mother down 
Comunque se osservo da fuori non mi pare che l'amore sia questa gran cosa. Passare da uno stato di totale mancanza di controllo a una depressione con tragedia finale. Perché si sa che poi finisce tutto .. 
C'è tutto quello che serve per farsi un'idea, mi aveva detto, poi era partita facendomi ascoltare Tie your mother down. 
In realtà da quando sono nata, lei mi spiega la vita con i testi delle canzoni. Niente parabole, sermoni, menate, sparisce nel suo studio, sceglie una musica e me la fa ascoltare, vinile o CD, Ipod, youtube, dipende.

Meno ancora quelle scambiate col padre, separato dalla madre, dopo un episodio dell'infanzia di Meri che ha segnato, anche fisicamente, le loro vite.

Meri vive l'amore con un sentimento ambiguo: ha voglia di innamorarsi ma vive anche quel senso di paura perché è come un salto nel buio.
Finché un giorno nella sua vita spunta l'imprevisto: qualcuno che le lascia nella giacca un biglietto, con sopra la scritta: “A king of magic”.
Il titolo di una famosa canzone dei Queen.

La comunicazione tra lei il ragazzo non avviene, come per la maggior parte dei coetanei, con messaggi e chat, ma coi con questi biglietti, scritti a mano, con una penna a punta fine: una riconquista della fisicità dei rapporti in un mondo dove non scrive più nessuno.
E dove la memoria, i ricordi, i sentimenti, sono un qualcosa di breve durata.

Non è così per la madre, che trasforma ogni “amore” (nuovo o abbandonato) in una pianta
Nonostante l'età 
Per esempio la faccenda dei semi. Oggi ne sta piantando uno e non saprò mai il perché finché lei non avrà voglia di dirmelo. Pianta un seme ogni volta che deve entrare in una casa nuova e ogni volta che ne lascia una dove è stata per qualche tempo. Interra i semi anche quando nasce o muore qualcuno e sempre quando finisce una relazione di qualsiasi tipo.

Come dice la poesia di Anna Toscano, per far crescere la bellezza nel mondo, non bisogna buttar via nulla delle emozioni che viviamo ogni giorno.
Anche un amore abbandonato dove diventare un seme che dentro, ha la potenza di far cresce una vita, anche se in sembianza di fiore o albero

Fiori a sorpresa.
Ho sempre pensato che i semi fossero anche questo. L'idea in potenza di un girasole, il profumo di un mughetto, il colore di una campanula viola. Davide si meritava un premio che, nella mia scala dei doni, è quello più importante. Una specie di vicinanza ..

Semi per un amore nuovo, semi per amore che non c'è più.
Ho bisogno solo di pochi secondi per capire con chiarezza come mai dopo l'incendio abbia piantato due semi di faggio. Quel giorno, lei ha deciso che doveva invasare una fine doppia, celebrare due conclusioni: quella con Papà e quella mia con Davide.

Come quello tra Mamma e papà, a seguito di un incidente mentre erano in vacanza, che le ha lasciato dei segni sul corpo, non solo nella memoria.
Un'ustione sulla mano.
La capacità di sentire i rumori.
Casa 
Mi capita a volte, di avere delle interferenza di olfatto. Zia dice che l'udito e l'olfatto sono strettamente collegati. I cliente che cercano le case sentono prima gli odori, poi guardano gli spazi e infine percepiscono i suoni, ma se li educhi, già alla seconda visita, l'ordine si inverte e a volte chiudono gli occhi e iniziano a immaginare.

Tra un biglietto e l'altro, il ronzio degli insetti, le canzoni di Freddie Mercury (che aveva lasciato scritto “Non voglio cambiare il mondo, lascio che le canzoni che scrivo esprimano le mie sensazioni e i miei sentimenti”), tutti i personaggi incontrati diventeranno meno sfumati.
Vedremo crescere dentro Meri un sentimento che, sì, si può chiamare amore: l'attesa del prossimo messaggio, la curiosità nel capire chi è l'anonimo interlocutore, il doversi confidare con l'amica.
Conosceremo meglio anche tutti i perché rimasti in sospeso della sua storia passata: perché il padre quel giorno l'ha lasciata sola di fronte ad un pericolo.
Torniamo, in questo romanzo, all'uomo che scappa, alle paure che non si comunicano per il timore di non essere perdonati..
La domanda sbagliata 
Ecco che bussa un'altra domanda sbagliata, è pronta per uscire: Perché hai avuto paura proprio mentre io bruciavo? In alternativa. Di cosa avevi paura? Oppure una più semplice: Ma perché sei scappato?

Cosa insegna questo libro, una volta arrivati alla fine?
Che ci sono tante forme d'amore, che non sempre questo dipende da noi ma dalle persone che abbiamo accanto, dall'imprevedibilità dell'esistenza.
Che ogni storia d'amore ha dentro qualcosa che merita di essere ricordato e che, alla fine, tutto questo ci identifica, ci dice chi siamo.
Il prezzo 
Non importa mai di chi sia la colpa, Meri, ricordatelo. 
Una volta arrivato, l'amore non passa quando vuoi tu, resta anche dopo, per un tempo che non si sa. Resta anche per un padre che pensi ti abbia abbandonata e per una madre che sta sottraendoti la felicità

L'intervista all'autrice su Letteratura.rai

La scheda del libro sul sito di Skira.

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

Modello ryanair

Prima o poi certe cose si pagano: mi riferisco al "modello Ryanair", la società di low cost oggi alle prese con voli cancellati, l'esodo di piloti (a cui l'azienda ha offerto bonus in cambio delle ferie).
Il modello low cost che tanto piaceva, non solo a noi, felici di spendere poco, ma anche ai giornali che parlano di economia e ai politici (Zaia "Alitalia e Ryanair. Ma è il secondo - ha detto oggi - quello puntuale ed efficiente"), ha ora mostrato il so volto.
Da dove venivano i prezzi così bassi e i ricavi altri?
Il sole 24 ore scopre il dumping sociale.
E magari anche i sussidi e incentivi delle regioni a Ryanair per mantenere rotte e scali.
L'efficienza e i prezzi bassi di Ryanair li paghiamo noi, anche noi che non viaggiamo.
Come Alitalia, come le frecce rosse..

20 settembre 2017

Il menù è servito

Il 40% al referendum che diventa il 40% degli italiani stanno con me ..
Il milione di posti di lavoro creati col jobs act ..
Il complotto che non è un complotto (né tantomeno corruzione in un mega appalto pubblico) ..
La nuova legge elettorale da approvare (il porcellum nuova versione)..
Il menù per le prossime elezioni da parte del segretario PD, che ieri sera abbiamo sentito a Carta bianca, è servito.

Deja vu di argomenti già sentiti fino alla nausea.
I miracoli del governo dei mille giorni con qualche omissis: i posti di lavoro a termine che crescono, il pil che cresce di decimali e meno che del resto dell'Europa, la possibiiltà di un altro condono per fare cassa (e coi soldi dei condoni si fa massa per parlare di recupero dell'evasione record ..).

Questo ci toccherà sentire per mesi.
Non meno nauseante quanto viene raccontato dagli altri fronti: Berlusconi e la sua rivoluzione liberale (l'albero delle libertà), meno stato e meno tasse, meno carcerazione preventiva e meno magistrati a rompere le scatole.
Meno autorizzazioni per costruire, fare, cementificare, inquinare.
Ogni volta mi sorprendo della poca memoria di questo paese, di come un signore ottantenne con una condanna sul groppone, anni di governi fallimentari e leggi ad personam riesca ancora a vendersi bene.

Uno che si vende bene è l'ex verde padano Salvini: avete notato come il colore di Pontida sia diventato blu Trump. Da oltre oceano arrivano anche le ricette politiche del menù salviniano (quello a cui il popolo di Pontida doveva rispondere con un "lo volete voi?", che fa tanto balcone di piazza Venezia).
Giudici eletti dal popolo (e sotto il controllo della politica, questo non lo dice).
Via alla legge Mancino, come se fascismo e antifascismo fossero opinioni.
Flat tax per tutti, specie per chi ha tanti soldi che ringrazierà gentilemente.
E mano libera alla polizia (stile Mississipi burning?).

Il m5s sta attraversando un periodo di cambiamento, almeno questa è l'impressione.
Il capo politico sarà anche il leader che emerge dalle (finte?) primarie.
Vedremo se Grillo farà un passo indietro e lo stesso per Casaleggio.
Vedremo se andranno avanti a non fare e chiedere alleanze, perché così sperimenteranno sulla loro pelle quanto successo a Bersani nel 2013.

19 settembre 2017

Bomba o non bomba

Alla fine la bomba è rimasta in mano a quelli che volevano farla esplodere, parlando eversione, golpe, complotti a buon mercato.
Con che coraggio Woodcock può guardare in faccia gli indagati .. si chiedevano su Democratica, il sito che ha preso il posto de l'Unità (chiusa)?

Ecco, la stessa domanda andrebbe fatta a Lotti ("con che faccia si presenta al consiglio dei ministri?").


La scintilla della fu inità, ora Democratica


Hanno rilanciato i sospetti sui comportamenti eversivi dei carabinieri del NOE, di un magistrato e di un giornale, mescolando assieme fatti e date: 
“Il dr. Woodcock mi intercetta (falso: l’intercettato era il gen. Adinolfi, indagato e poi archiviato in Cpl Concordia, ndr). Apprenderò dell’intercettazione mentre sono presidente del Consiglio, grazie a uno scoop del Fatto firmato da Marco Lillo. Segnatevi mentalmente questo passaggio: Procura di Napoli, un certo procuratore, il Noe, il Fatto, un certo giornalista”.Dal libro di Renzi - avanti
Oggi sappiamo che le cose sono andate in modo diverso da come facevano capire Repubblica e corriere venerdì scorso: il pm di Modena Musti smentisce quelle parole ("Sui giornali frasi che non ho mai detto"), ad intercettare il babbo contribuì anche il procuratore capo e il GIP, i renziani si dimenticano di aver parlato di golpe ..

Chissà, forse il caso Consip tornerà ad essere un'inchiesta su corruzione e fuga di notizie.
E i giornali ad occuparsi di questioni serie.
Ieri sera Presa diretta parlava di ambiente e inquinamento: di quanto ci costa, in termini economici e di salute, perdere il nostro capitale naturale.
Di come, mentre ad Oslo bloccano le auto, noi siamo ancora a disquisire di euro 3 o euro 4, di trivelle e carbone (entro il 2030 o 2050)...

18 settembre 2017

Presa diretta – il capitale naturale

Vi farò conoscere un'Italia protetta, un tesoro inestimabile da difendere con le unghie e con i denti! - quanto è contagioso l'entusiasmo di Riccardo Iacona quando parla del suo lavoro e di quello dei suoi giornalisti?
Un lavoro prezioso perché ci racconta, nell'inchiesta di questa sera, di quel tesoro che dà vita al nostro paese, lo rende unico. Dai ghiacciai, alle foreste con alberi secolari, alla fauna con una biodiversità che significa ricchezza.

L'anteprima del servizio
Gli alberi – la più grande riserva forestale in centro Italia.
In centro Italia, tra Emilia e Toscana c'è la più grande riserva boschiva italiana: la foresta casentinese.
1357 specie censite, tra cui il raro gambero di fiume: tutto questo è dovuto al lavoro degli alberi, le radici che si intrecciano tra di loro trattenendo il suolo e l'acqua.
Il suolo più ricco d'Italia, la prima riserva naturale italiana di 36mila ettari: bacini, alberi bellissimi, secolari, cresciuti in totale solitudine, fino a 550 anni.
Alberi che hanno visto il Rinascimento con la chioma ancora verde: allo Stato costa 2,2 milioni di euro l'anno, mantenere questo pezzo d'Italia.
Soldi che creano altri soldi: per il turismo, per la fotosintesi, per i progetti europei.
2,7 milioni che producono 50 ml, senza distruggere niente, una ricchezza che si autoalimenta: conviene investire negli alberi, non solo qui ma nell'Italia.
Al CNR hanno raccontato di come le foreste assorbono il 30% di co2 dell'atmosfera: le foreste hanno contribuito alla diminuzione degli inquinanti dell'aria.

Ma ci sono gli incendi: piante distrutte, 130ml di tonnellate di co2 nell'atmosfera, la morte delle api, il turismo che sfugge, persone da evacuare, persone che sono morte.
Ci vorranno decenni perché tornino gli alberi, dove ora c'è solo la cenere: ecosistemi che si interrompono e ora, con le prime piogge, la terra del Vesuvio è venuta giù.

Come difendere gli alberi, gli ecosistemi, l'acqua dei ghiacciai?

Il parco nazionale dello Stelvio – 130 mila ettari di zona protetta, la più grande riserva d'acqua, per i ghiacciai.
Come il ghiacciaio dei Forni, a 3000 metri: l'acqua rilasciata dal ghiacciaio filtra dappertutto fino a diventare un torrente.
È il secondo ghiacciaio della Lombardia, in diminuzione: porta l'acqua in tutta la Lombardia, che alimenta a valle delle dighe.
Qui si produce l'energia per 560mila abitanti della regione: copre il 15% del fabbisogno nazionale, senza inquinare e senza mettere co2 nell'aria.
Energia rinnovabile, finché ci sono i ghiacciai.

Ghiacciai che alimentano fiumi come l'Adda: anche lui fornisce energia pulita per le aziende del milanese, fornisce l'acqua presa dai pozzi di Milano. Acqua pubblica e anche in gran quantità, perché la falda si sta alzando.
Tutto merito delle Alpi e dei fiumi: se si interrompesse anche l'acqua a Milano si ridurrebbe.
Beviamo in un istante il lavoro naturale di centinaia di anni – il commento di Iacona.

Il capitale naturale del nostro paese è costituito da quel decimo di territorio di ghiacciai, parchi, alberi. Cosa cambia se non ci fossero gli animali?

Il parco nazionale d'Abruzzo – la Majella.
Qui nel parco vivono i lupi, studiati dagli studiosi: vengono catturati, monitorati, controllati coi radio collari.
Un territorio forgiato fa forze immense, che ha spinto le montagne fino a 3000 metri, in mezzo ad altri due parchi, quello dell'Abruzzo e quello del Gran Sasso.
Foreste, canyon, montagne e colline: oltre ai lupi, qui si trovano gli orsi, anch'essi monitorati dal personale faunistico.
E anche i camosci, le loro prede che vivono sulle cime delle montagne: per vederli, sulla cima dell'Acquaviva, a 2700 metri, il giornalista si è dovuto alzare alle 5 di mattina.
La reintroduzione dei camosci sta salvando la montagna: animale da preda per lupi e aquile, ma anche per preservare i pascoli.

Tutto questo ecosistema è messo a rischio dall'uomo: col bracconaggio, per gli incendi che spingono gli animali verso zone fuori dal loro territorio. O vengono attirati da rifiuti industriali, animali morti e gettati in fosse fuori dagli stabilimenti.

L'incendio sulla Majella è iniziato il 18 agosto ed è continuato a bruciare fino a pochi giorni fa: l'incendio del Morrone ha avuto delle caratteristiche particolari quest'anno.
Ci sono stati più inneschi, in alta montagna: questo ha reso difficile il contenere il fuoco, un atto contro il parco e contro il nostro capitale naturale.
Come un ladro che entra in casa e ti porta via i gioielli.
Serve proteggere la natura: è anche un investimento in posti di lavoro qualificati, biologi, veterinari ..

Per fortuna la lupa battezzata Presadiretta, in onore alla trasmissione, sta bene, vive in un branco riproduttivo, con dei cuccioli.

I ghiacciai che si sciolgono

Fino a qualche decina di anni fa il ghiacciaio dei Forni era vasto e copriva l'intera vallata: ora questa è colonizzata dagli alberi, testimonianza dell'innalzamento della temperatura anche a queste quote.
Le rocce iniziano ad affiorare: quello che preoccupano gli scienziati è la velocità con qui il ghiaccio si scioglie, si stima che entro il 2100 non ci saranno più ghiacciai sulle Alpi.
Basta acqua dalle montagne, rimarrà solo quella delle piogge: tutto per colpa delle temperature in crescita.

Al CNR Iacona è andato a vedere quanta acqua si produce in Italia: ne abbiamo tanta, più di Italia e Grecia, 139mld di metri cubi. Ma non è una riforma infinita: il consumo idrico è quasi allo stesso livello, 132 mld. Quando non ci saranno ghiacciai, che acqua consumeremo?
Questa estate è stata anche quella della siccità: l'acqua del Po ai minimi, campi con la terra spaccata, terra bruciata, coltivazioni perse per 2 miliardi.
Senza l'erba sui campi, anche le api vanno in crisi e gli apicoltori le devono alimentare in modo artificiale.

Roma ha rischiati di rimanere senz'acqua, che arrivava anche dal lago di Bracciano: ora l'acqua del lago è sporca e il livello si sta abbassando.
Ma l'acqua è mancata in tutta Italia: cosa possiamo fare contro l'innalzamento delle temperature, contro la co2?

Milano – aqua e aria

Metropolitane milanesi gestisce l'acqua a Milano: l'azienda ripulisce anche le acque reflue, senza inquinanti, acqua che arriva alle aziende agricole della provincia, fino a Lodi.
I depuratori e la fognatura sono fondamentali per gestire l'acqua pubblica in modo efficiente: l'acquedotto ha una perdita del 12%, un gioiello, rispetto a quanto succede in altre regioni.
A Milano non si spreca l'acqua!
Meno bravi con l'aria: qualcuno ha deciso di dire basta, però.

L'associazione “Cittadini per l'aria” ha monitorato l'aria in città: una campionatura della metropoli, che ha fatto emergere l'innalzamento di livello di No2, specie nelle strade trafficate.
Un inquinamento che è omogeneo in tutta la città, anche di fronte alle scuole a gli asili nido.
Malattie respiratorie, negli adulti e nei bambini e anche morti.
Bambini che si ammalano, che interferiscono col nostro cervello, nell'apprendimento e nello sviluppo cognitivo, nel recepire gli stimoli: dovremmo tenere le macchine lontane dalle scuole, anche solo di 100 metri, dovremmo mettere più siepi.

Questa associazione ha denunciato la regione Lombardia per l'inquinamento: il piano “padano” prevede un blocco degli euro 3 ma solo nel 2018.

L'assessore Terzi ha raccontato al giornalista il piano della regione: il traffico, l'agricoltura per il pm 10 e il riscaldamento domestico.
Gli inquinanti sono sopra la soglia, per pm10 e no2, anche se sono in diminuzione in questi anni – assicura l'assessore.
Ma nel frattempo stiamo respirando questi inquinanti e anche i nostri figli: dovremmo mettere in pista interventi più radicali, ma non possiamo bloccare la Lombardia.
Colpa delle direttive europee – sostiene la Terzi: peccato che la regione abbia finanziato e messo a cantiere tante autostrade, spesso anche inutili.

In comune hanno raccontato il blocco degli euro 2 ed euro 3: troppo poco e troppo tardi, anche se Milano è l'unica città che sta facendo qualcosa.
Se la gente portasse avanti questa battaglia in altre città, la politica farebbe qualcosa di più serio per l'inquinamento: Oslo ha detto basta alle macchine, nemmeno quelle elettriche.

Gli studi degli scienziati di Bologna.
Il professor Balzan ha raccontato il lavoro del chimico Ciamician, sulle energie rinnovabili, dalla fotosintesi: ha deciso di dire la sua alla politica, rinfacciando le loro responsabilità sui cambiamenti.
Sul continuare ad insistere sui combustibili fossili, che dovremmo iniziare ad abbandonare: dovremmo puntare sulle energie rinnovabili, dal sole, dall'acqua, dall'aria.
La politica industriale di questo paese punta ancora su metano e petrolio (dal mare): questi scienziati hanno scritto a Gentiloni, invitandolo a puntare sulle energie rinnovabili, che creerebbero posti di lavoro.
Esiste un sito, Energie per l'Italia, dove si può firmare la petizione, per spingere la politica a fare di più.
Meno sprechi, meno consumo di beni, più riciclo, più energie rinnovabili.

Il ministro Galletti ha citato gli accordi europei, vincolanti: la strategia energetica è costruita in base ad obiettivi ambientali definiti.
Ma in questa strategia il gas è ancora importante, il Carbone verrà chiuso entro il 2030, il gas che produce co2 ancora più tardi.
Ma si devono portare avanti politiche realistiche – si difende Galletti.
Non si dovrebbero incentivare le trivelle ma il fotovoltaico. Ma non si può fare subito.

Se la tecnologia ci aiuta .. dice il ministro: ma quanto sta investendo il governo in ricerca, in scienziati che lavorino in tecnologie rinnovabili?
E quanto sta investendo nella protezione del territorio, sullo sviluppo sostenibile?

Il ministero dell'economia deve diventare il ministero dell'economia sostenibile, il ministero dei trasporti deve diventare ministero sostenibile – concludeva il suo ragionamento Galletti.
Ma ora cosa si deve fare?

I reati contro la natura devono diventare reati contro l'umanità.
Il monitoraggio dei fiumi in Italia ci dice che la qualità dei fiumi sta peggiorando: ci sono scarichi abusivi, depuratori che non funzionano, c'è una responsabilità diretta degli amministratori.
Nella valle del Pescara c'è il polo di Bussi, ex Montedison: 500 tonnellate di rifiuti industriali che hanno inquinato la falda.
Dopo 10 anni la bonifica non è nemmeno iniziata e il bubbone sta peggiorando: la concentrazione degli inquinanti in falda sta aumentando.
E ce ne sono tante altre di storie come quelle di Bussi, nella zona di Pescara.

Quanto vale il capitale naturale?
Il calcolo del peso economico degli ecosistemi l'ha fatto il professor Marino, a Campobasso.
Il valore delle Api è 153 miliardi, annuo.
Il valore del capitale naturale è in crescita, più del PIL mondiale: dobbiamo essere consapevoli del valore di questo capitale, sono i nostri valori in cassaforte.
Questo è il nostro capitale naturale che è anche un investimento, come la filiera del fotovoltaico, il trasporto sostenibile, il turismo.
Il nostro futuro.